Sanremo 2022: le pagelle della seconda serata

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Sanremo 2022: le pagelle della seconda serata

| Elisabetta Malantrucco

Ripartiamo da Sette: il voto che abbiamo dato a Sanremo nel suo complesso. Innanzitutto proprio perché c’è, quando ancora – malgrado qualche tiepida speranza – siamo dentro l’epidemia. Un voto che potrebbe alzarsi se si considerano alcuni fatti incontrovertibili: malgrado la situazione davvero complessa da un punto di vista organizzativo (considerando tutto il mondo che muove), dopo due giorni ogni cosa sembra svolgersi come si deve; e questo - a quanto ci raccontano le persone presenti che si muovono tra artisti blindati, tamponi, spostamenti e misure sanitarie e di sicurezza – era tutt’altro che scontato. E poi la puntualità: per ora nessuno ha sforato negli orari rispetto a quanto promesso e al Festival anche questo è tutt’altro che scontato.

Altri episodi però potrebbero abbassarlo questo sette; per esempio se il pianto del primo giorno di Damiano dei Maneskin ha commosso, quello di Amadeus in apertura un po’ meno (l’anno scorso è stata dura, lo sappiamo, ma certe cose se le può permettere solo Enzo Tortora); e forse per il pubblico di Rai Uno in prima serata (quello “anziano” preso un po’ in giro da Fiorello) può essere stato divertente il balletto a ritmo di samba sulle note delle canzoni tragiche e tristi della nostra storia… ma era proprio necessario metterci dentro anche un brano di Luigi Tenco? Quello che è morto giusto 55 anni fa a Sanremo e sappiamo come? E, infine, benissimo l’omaggio a Battiato e anche l’idea di farcelo vedere proprio al Festival accompagnato dall’Orchestra, ma non si poteva togliere cinque minuti alla promozione di “Don Matteo” e usarli per una bella cover magari fatta da Alice?

Ma queste cose si bilanciano subito, ripensando a ieri sera e alla scorrettissima favola calabrese di Checco Zalone, oppure facendo i conti con l’emozione negli occhi e l’evidente paura di molti artisti, anche di due colossi come Morandi e Ranieri: sono questi i momenti che mostrano quell’autenticità che a volte a Sanremo manca; insomma, tutto questo - nel bene e nel male - ci fa confermare un voto pieno, di tutto rispetto. Mezzo punto in più invece lo vogliamo dare a Mahmood e Blanco, perché, pur confermando il giudizio di ieri sulla canzone (che peraltro era positivo), in effetti la loro performance vocale e interpretativa è stata perfetta e merita più considerazione: 7 ½ più che meritato.

Ma è il momento di passare alle altre canzoni:

Sangiovanni (Sangiovanni, A. La Cava, S. Tognini, A. La Cava) - Farfalle
Voto 3 ½
Ovviamente saremo assordati ovunque per mesi da questa filastrocchetta per bambini, dal ritmo infantile e cantata con voce puerile. Ma bisogna anche difendersi da tutto questo: non vale la pena nemmeno di dare un giudizio. Il mezzo punto in più è per la bella giacca color rosa antico.

Giovanni Truppi (Pacifico, G. Truppi, N. Contessa, G. Pallotti, M. Buccelli, G. Truppi) - Tuo padre, mia madre, Lucia
Voto 9
Ci sta bene la Canzone d’Autore con le lettere maiuscole a Sanremo? La risposta è tutta in Giovanni Truppi, la sua consueta canotta e la sua bravura che si fa strada ovunque. Un pezzo commovente, stracolmo di poesia, interpretato con la solita maestria, forza e pure delicatezza: una canzone d’amore, sì! Quello vero. Un gigante. Grazie Giovanni per aver portato l’arte sul Palco dell’Ariston!

Le Vibrazioni (R. Casalino, N. Verrienti, F. Sarcina, R. Casalino) - Tantissimo
Voto 4 1/2
L’anno scorso la polemica tra addetti ai lavori è stata: i Maneskin fanno “vero rock”? Le risposte sono state varie e ancora non si è giunti a una conclusione. Nessuno però avrà dubbi su Le Vibrazioni. Questo decisamente non è rock; e, come non bastasse, Damiano batte Francesco dieci a zero in intonazione. Una canzone davvero imbarazzante, interpretata in modo mediocre e inutilmente sopra le righe. “Fa male tantissimo”: a noi.

Emma (D. Petrella, E. Marrone, D. Faini, D. Petrella) - Ogni volta è così
Voto 5
Ah, queste “canzoni di Sanremo”, neanche fosse un genere musicale oramai! Ecco quindi l’interprete, la donna maltrattata che soffre per amore, la strofa, poi ancora la strofa e infine il ritornello da urlatrice. Tutto uguale dagli anni ’80. E non ci si lasci ingannare dal tema femminista sotteso: è decisamente un pretesto. Emma è una donna intelligente e anche preparata. Sarebbe bello una volta vederla scrivere e sentirla cantare un pezzo importante. Ma per quest’anno ancora “nessuna pioggia dal fronte occidentale,” come recita un vecchio libro cinese. 

Matteo Romano (A. La Cava, F. Rossi, M. Romano, D. Faini, F. Rossi, A. La Cava) - Virale
Voto 4
È davvero complicato tentare di dare un giudizio sulle rime baciate di questa canzone inutile. Però il ragazzo è tenero, ci mette impegno, ha una bella voce ed è difficile maltrattarlo troppo. Non siamo in grado di capire se potrà un giorno migliorare la proposta, ma per ora la canzone che ha portato è inclassificabile. Diamo il voto solo per dovere. 

Iva Zanicchi (E. Di Stefano, I. Ianne, V. Mercurio, C. Valli) - Voglio amarti
Voto 6
La sufficienza ovviamente non riguarda il brano, fuori luogo e fuori tempo, patetico, dimenticabile, che meriterebbe un voto bassissimo. Però Iva Zanicchi ha classe, ancora tanta voce, tanta intonazione e abbastanza faccia tosta da risultare credibile: non le si può certo dare meno di sei. Ovazione meritata, anche per la simpatia.

Ditonellapiaga e Rettore (Ditonellapiaga, D. Rettore, Ditonellapiaga, A. Casagni, B. Ventura, E. Castroni, V. Smordoni) - Chimica 
Voto 6 ½
Rivendicare la bellezza del sesso senza scomodare l’amore non è mica scontato a Sanremo. E farlo con ritmo e allegria, con così tanta convinzione e energia - spingendo a ballare e galvanizzando una intera platea - va premiato con più della sufficienza. Anche perché abbiamo di fronte due interpreti ruggenti e brave. Però, sotto sotto, il brano è proprio poca cosa e più di questo non si può fare.

Elisa (E. Toffoli, D. Petrella, E. Toffoli) - O forse sei tu
Voto 7
Questo è un brano inattaccabile: ben scritto, perfetto per Sanremo, interpretato con classe e maestria. Elisa si conferma in tutta la sua bravura e la pienezza delle sue doti di cantautrice e interprete. E potrebbe vincere. Però queste canzoni stancano, non stupiscono: per un po’ emozionano ma non appassionano. Restano lì, “come lacrime nella pioggia”.

Fabrizio Moro (F. Moro, R. Cardelli, F. Moro) - Sei tu
Voto 6
Non si può negare la sufficienza, però quante volte abbiamo sentito questo brano? In tutte le variazioni possibili? Cantata da maschi, femmine e bambini? Ricorderemo quest’ennesima versione? Probabilmente i fan di Fabrizio Moro sì, perché si riconosceranno, ma sinceramente per noi tutto questo “è noia. No, non ho detto gioia, ma noia noia noia, maledetta noia”.

Tananai (D. Simonetta, P. Antonacci, A. Raina, A. Cotta Ramusino) - Sesso occasionale
Voto 2
Va bene che siamo a Sanremo e ci sono le quote “brutta pur che sia”. Ma c’è un limite a tutto. Avrebbe dovuto far ridere? Ballare? Ammiccare? Non si capisce, anche perché bisognerebbe almeno saper cantare. Tananai è riuscito nel capolavoro di non essere intonato mai, neanche per un momento. Mi ricordo che da bambina scrivevamo rime già confezionate nei nostri diari della pubertà. Una diceva: “Se vuoi vincere a Sanremo studia canto sempre meno”. La conoscerà anche lui?

Irama (F.M. Fanti, G. Colonnelli, G. Nenna, F.M. Fanti, G. Nenna, P.M. Lombroni Capalbo, V.L. Faraone) - Ovunque sarai
Voto 6
Irama ha una voce potente, è bravo e dà colore e spazio a questo brano, orchestrato in maniera molto classica, con il piano a farla da padrone. Forse il testo è poco originale e ancora una volta si scopre l’acqua calda, ma qui siamo di fronte a una buona performance e a un buon sound. Il tutto merita la sufficienza.

Aka 7even (L. Marzano, V. Colella, M.E. Kleinschmidt, G. Vizzi, R.L. Patriarca, L. Marzano) - Perfetta Così
Voto 6
Sentiremo molto questo brano in radio e Aka ha una bella voce e una buona intonazione. È una canzone che funziona bene, anche se ovviamente siamo di fronte a un pezzo fragilino; non merita più del sei se facciamo un discorso sulla qualità. Ma è anche vero che questa è una proposta musicale che non cerca di certo questo tipo di pagelle.

Highsnob e Hu (M. Matera, F. De Marco, F. Ferracuti, A. Moroni, M. Matera) - Abbi cura di te
Voto 6 ½
A concludere una serata quasi sempre monotona e un po’ scontata nella proposta musicale (ieri decisamente meglio), per fortuna arriva questa canzone che suona diversamente e resta in testa; in più l’interpretazione è intensa, le voci interessanti. Il testo poi, affrontando l’amore nel suo aspetto tossico, non è banale. Peccato solo che i Coma_Cose esistono già e che a cercare di somigliare ad altri si finisca sempre per arrivare secondi.

Così concludiamo il nostro racconto delle canzoni in gara a Sanremo 2022: anche questa volta il tentativo è stato quello di assecondare ogni genere musicale caro alle playlist italiane, con qualche variazione sul tema (senza però dare spazio alle etichette indipendenti). Se la parte testuale lascia a desiderare e non osa quasi mai al di là dell’amore, per i suoni e le proposte musicali abbiamo sentito tante strade, ma nessuna nuova avventura. Forse perché Sanremo è Sanremo. 

Foto di copertina: Amadeus con la co-conduttrice della seconda serata, l’attrice Lorenza Cesarini

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